Ma che cosa è l’abbecedario? Molti, sono sicura, non lo sanno; o meglio, tutti lo hanno visto, ma pochi sanno che si chiama così.

L’abbecedario è quel libretto per imparare a leggere, più noto come sillabario; rappresenta uno strumento d’alfabetizzazione rimasto sostanzialmente inalterato dal 1800, sia per la composizione che per l’impiego. Il vocabolo deriva dal tardo latino “abecedarium”, dal nome delle prime quattro lettere dell’alfabeto.

Sappiamo che una letteratura per ragazzi non esistette fino al Settecento; i fanciulli, cioè, non ebbero prima d’ allora dei libri scritti esclusivamente per loro e le letture che erano più o meno costretti a fare avvenivano sempre sui libri per adulti appartenenti spesso alla letteratura mitologica e ai poemi omerici, ma ovviamente si rivolgevano ai fanciulli appartenenti a famiglie patrizie o comunque privilegiate. Sole eccezioni sono stati i testi dedicati agli analfabeti per iniziarli all’arte del leggere e dello scrivere; e ciò dalle primitive tavolette di terracotta fino agli abbecedari stampati sul finire del XV o al principio del XVI secolo. Tuttavia, questi abbecedari per uso didattico non contengono mai alcuna figura, illustrazione o altro ad esplicazione del testo scritto.

Essi si limitavano a riportare l’ordine alfabetico delle lettere maiuscole e minuscole, qualche volta stampate in caratteri diversi, e sempre seguite da lunghi elenchi di parole e di nomi. Sorge insomma la necessità di dotare gli abbecedari di figure che illustrino il suono della lettere, secondo il metodo fonico. E’ Peter Jordan ad introdurre la vera novità, costituita dalle illustrazioni.

heyfoo abbecedario

Nel 1533 stampò un volumetto dal titolo Leyenshul, il quale si avvaleva, appunto, di illustrazioni per l’apprendimento dell’alfabeto, e che quindi rappresenta il primo tentativo che si conosca di un abbecedario illustrato, stampato per bambini, che assuma le “figure” come metodo didattico. Nel suo abbecedario Jordan aggiunge a ciascuna lettera la figura o immagine di una cosa che inizi o venga descritta con tale lettera, così che i bambini abbiano una guida nella pronuncia. Dalla fine del XVIII secolo si sviluppa una stampa specializzata nella produzione di abbecedari e di sillabari, come di altri materiali didattici, che riflettono le idee innovative sui metodi e le tecniche di apprendimento e contribuiscono al progressivo sviluppo dell’editoria per l’infanzia. L’obiettivo di tali proposte era di migliorare la qualità dell’apprendimento diminuendone al tempo stesso la fatica, attraverso un’impostazione didattica che facesse leva su aspetti interessanti e piacevoli dell’imparare.

Gli abbecedari e i sillabari si imposero come il primo strumento didattico per un bambino che iniziava il suo itinerario scolastico. Con le loro immagini semplici e allineate in ordine alfabetico per iniziale e le lettere scritte con i diversi caratteri e poste ai margini di ogni figura, gli abbecedari sono diventati nella storia della didattica un vero e proprio “oggetto-simbolo” che ha segnato l’ingresso nella scuola di generazioni di bambini e la loro alfabetizzazione come iniziazione pedagogico scolastico.

Avete un abbecedario? Volete provare a disegnarne uno per i vostri bimbi?

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