Maria Callas viene solitamente ricordata per la sua inimitabile voce e per la sua storia travagliata e appassionata con il miliardario Atistotele Onassis. Ma noi vogliamo anche ricordarla per il suo stile inconfondibile, per il suo charme indiscusso, per la sua eleganza che l’ha resa divina in ogni occasione, sia sui palchi di tutto il mondo, sia nella sua vita fuori dal palcoscenico.

I suoi magnifici abiti venivano disegnati dalla fidata sarta milanese Biki o dai piu’ grandi stilisti dell’epoca, Christian Dior, Lanvin e Yves Saint-Laurent per citarne alcuni. Poi i preziosi accessori: guanti, ventagli piumati e cappelli a completare le mises ispirate ad Audrey Hepburn, ma, al tempo stesso, in grado di sposare alla perfezione la sua personalità ed il suo carisma.

La storia della Divina della Lirica è ormai leggenda: cresciuta a New York in una famiglia di immigrati greci, da ragazza fa ritorno in Grecia dove prosegue la sua formazione musicale. Il debutto italiano è datato 2 agosto 1947, quando la Callas canta da protagonista nella Gioconda di Ponchielli a Verona. Da brutto anatroccolo dei primi anni, miope e cicciotella, si trasforma in cigno dopo aver perso 32 chili, diventando la musa di alcuni tra i personaggi dell’opera più famosi di quegli anni: Giuseppe Di Stefano, Luchino Visconti e Franco Zefferelli. Nel 1957 anche la sua vita privata è in prima pagina, quando inizia la relazione con Aristotele Onassis che nove anni dopo però la lascerà, spezzandole il cuore, per Jacqueline Kennedy.

Io appassionata di lirica l’adoro e non solo per le sue doti canore ma anche per l’alone di mistero e glamour di cui è sempre stata circondata.

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